Se dici radici dico storie

di Gian Luca Favetto
SPAZIO FERRAMENTA. Via Bellezia 8g, Torino

Ambientazione vocale: Domenico Castaldo e Laboratorio Permanente di Ricerca sull’Arte dell’Attore
Ambientazione musicale: Ramon Moro
Installazioni: Carlo Vidoni

A cura di Spazio Ferramenta – Via Bellezia 8g, Torino

In collaborazione con Libreria Therese – C.so Belgio 49 bisa, Torino

ACCESSO LIBERO FINO ESAURIMENTO POSTI,
PRENOTAZIONI ENTRO LE ORE 18 DEL 15 NOVEMBRE INVIANDO MAIL:
spazioferramenta@sibir.it

“Le vite sono fatte di storie più che di atomi e ciascuno ha le sue,
ciascuno è le sue storie. Le diventa. Quando si dice radici, si dice storie”.

Tre grandi nomi, tre linguaggi culturali, tre ricerche differenti che si con-fondono per dar vita a una riflessione che, lieve, entra in ognuno.
Punto di partenza l’ultimo libro di Gian Luca Favetto Se dico radici dico storie dato alle stampe a luglio per i tipi Laterza (collana Contromano).

Favetto ha abituato il proprio pubblico a incontri e reading unici, che mai si ripetono, diversi come lo sono i contesti, ideati un po’ per caso e un po’ per passione con il supporto di professionisti amici che volentieri si prestano alla sperimentazione.

Così è stato per Spazio Ferramenta, luogo scelto dall’autore per ospitare la presentazione torinese.

Martedì 15 novembre (entrata libera fino ad esaurimento posti, prenotazione consigliata), Gian Luca Favetto sarà supportato da un’inedita ambientazione sonora costruita dall’improvvisazione vocale del Laboratorio Permanente di Ricerca sull’Arte dell’Attore di Domenico Castaldo e dalla sonorizzazione di Ramon Moro (tromba e flicorno). Cori e note saranno la geografia per le parole dello scrittore.

In Se dico radici dico storie l’autore, attraverso un racconto autobiografico, si interroga sul concetto di radici, di identità, di viaggio. Attraverso la narrazione, le radici di ognuno diventano dinamiche, mutano, partono dal passato e definiscono il futuro, vivono e si modificano in base alla storia personale, alle esperienze, alle scelte, ai fatti.

Giocando come sempre sulle connessioni e lo scambio di vedute, il comitato curatoriale di Spazio Ferramenta ha scelto di affidare l’interpretazione del tema proposto nel libro a un artista contemporaneo: Carlo Vidoni, scultore friulano il cui lavoro è stato esposto in gallerie e musei, ma mai presentato a Torino. Suo l’allestimento della serata e quello della vetrina di Spazio Ferramenta OFF, sita in via San Domenico 7, dal 15 novembre al 6 gennaio 2012.

Info e bio

_Gian Luca Favetto è scrittore e giornalista. Collabora con “La Repubblica”, è critico cinematografico e drammaturgo, ha ideato il progetto Interferenze fra la città e gli uomini, http://www.interferenze.to.it , conduce programmi su RadioRai. Gli ultimi libri sono: Italia provincia del Giro e La vita non fa rumore (Mondadori), Le stanze di Mogador (Verdenero), le poesie Mappamondi e corsari (Interlinea), il racconto Diventare pioggia (Manni) e l’audiolibro I nomi fanno il mondo (Il Narratore). A luglio 2011 è uscito “Se dico radici dico storie”.

“Se dico radici dico storie”, Editori Laterza, 2011

Le vite sono fatte di storie più che di atomi e ciascuno ha le sue, ciascuno è le sue storie. Le diventa. Quando si dice radici, si dice storie.

«Uno coltiva il suo giardino di cose memorie pensieri dubbi curiosità e se lo porta dietro, sempre dietro – anche il più metropolitano degli uomini –, dietro e dentro. Lo porta in viaggio con sé. È il suo zaino, la sua valigia. Lì custodisce le proprie radici. Ogni tanto le bagna. Ogni tanto le fa respirare. Fa loro vedere il mondo. Le adopera come polpastrelli. È con le radici che incontri il mondo, con ciò che le radici producono.»

Favetto racconta radici che si diramano nello spazio e nel tempo: nascono da un torrente, da un campo di calcio, da una pagina scritta, da uno schermo cinematografico. Partono dal Vietnam e ci portano in una valle piemontese, a Venezia, a Benares, a Madrid, in Giappone.

_Il laboratorio permanente di Ricerca sull’Arte dell’Attore di Domenico Castaldo è un centro di produzione di eventi teatrali, ricerca sui linguaggi dell’arte dell’attore, e formazione di attori. Dodici anni di attività e di ricerca ininterrotta sui suddetti campi collocano il Laboratorio permanente tra gli esempi di più alta professionalità teatrale in Italia ed all’estero. http://www.laboratoriopermanentedicastaldo.it/

_Ramon Moro Trombettista decisamente singolare, con un’impronta stilistica di confine, individuabile in ogni occasione e collaborazione per il suono visionario e immaginifico. A rafforzare il suo stile, l’uso dell’elettronica analogico collegata a un piccolo amplificatore a valvole, che permette di trasformare le timbriche dello strumento a fiato in modo originalissimo e imprevedibile. Ha pubblicato di recente in freedownload il primo album in solo magma per la netlabel Nephogram. È fondatore di 3quietmen con il contrabbassista Federico Marchesano e Dario Bruna alla batteria. Recentissima la doppia performance Ramon Moro vs Richi Ferrero Light Masks a Palazzo Chiablese in occasione di Luci d’Artista. http://www.ramonmoro.com/

_Carlo Vidoni La sua ricerca artistica da anni si muove nel territorio della sperimentazione scultorea, condotta attraverso l’uso di molteplici materiali. Dalla necessità di documentare visivamente le sculture ultimate, nasce l’utilizzo della fotografia che, in breve, diventa percorso di ricerca autonomo e parallelo. Finalità della sua ricerca artistica è la riflessione sulla condizione esistenziale dell’uomo contemporaneo e sul rapporto civiltà-natura. http://www.carlovidoni.it/

Ufficio Stampa, info e prenotazioni:

Spazio Ferramenta

http://spazioferramenta.blogspot.com/

spazioferramenta@sibir.it

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The Garden – Ongoing Educational Project – Long Stage

presso LabPerm: via San Pietro in Vincoli 28, Torino – Italia

Un tempo di dedizione alla cura dell’attenzione, del silenzio,
del riconoscimento del Sé nell’altro.Per coltivare il nostro Giardino nell’Arte dell’Attore.
Long Stage dal 18 al 27 Novembre
L’Arte dell’Attore è la sintesi di conoscenze sull’espressione e l’espressività.
Questa sintesi può guidare l’attore, oltre l’esibizione, a conoscere i meccanismi in cui vive, con cui comunica a se stesso e agli altri.
Questa conoscenza ci spinge verso la verticalità e al tempo stesso verso l’inconscio, fino a rendere il soggetto facente, l’attore, un passante tra due parti del vivere.
Il suo mondo interiore e il mondo in cui si relaziona con gli altri. Il Giardino e la Vita quotidiana.
Il LABORATORIO PERMANENTE di RICERCA sull’ARTE dell’ATTORE si muove all’interno del Teatro con l’intento di rigenerarne le funzioni e, in queste, scovare le potenziali peculiarità espressive e di genere.
Il lavoro quotidiano sarà guidato da Domenico Castaldo e dal gruppo del Laboratorio Permanente e verrà suddiviso nelle seguenti fasi:
PASSI
All’interno di sequenze strutturate di passi e movimenti si segue il flusso e la trasformazione delle energie creative di un leader.
Funzione: vengono stimolate nel soggetto la sensibilità del corpo, la prontezza, e la percezione di sé nello spazio, nel tempo e rispetto agli altri.
CANTO
Si seguono le diverse pulsazioni melodiche dei leader, sia nella stasi che nel movimento.
Funzione: sviluppo della sensibilità al canto e alla melodia, singola e d’insieme.
AZIONE
Drammatizzazione collettiva e individuale: indagine e apertura in chiave di drammatizzazione dei temi scelti dai partecipanti e preventivamente inviati.
Funzione: ascolto e osservazione delle proprie reazioni nel contatto con gli altri e con i propri impulsi.

Orari: 18 – 20 Novembre ore 13.00 – 18.00
21 – 23 Novembre ore 14.00 – 19.00
24 – 27 Novembre ore 9.00 – 14.00

via San Pietro in Vincoli 28, Torino.
Costo: 400 euro (se porti un altro partecipante paghi la metà)
Tutti i partecipanti dovranno provvedere alle loro spese di viaggio, vitto e alloggio.
Per essere iscritti è necessario versare un acconto di 200 euro, entro il 4 novembre, tramite bonifico al seguente IBAN: IT88 W076 0101 0000 0005 5911 598

Per maggiori informazioni:
Marta Laneri: +39 338 1728883
marta.laneri@libero.it
http://www.laboratoriopermanentedicastaldo.it
mail: labperm@laboratoriopermanentedicastaldo.it

Video dei precedenti step:
Video1
Video2
Video3

Donnarumma all’assalto a Buttigliera Alta

Località: Buttigliera Alta – Casa Famiglia (via Rosta 14)-TO- 

DONNARUMMA ALL’ASSALTO

di Ottiero Ottieri
nella riscrittura di Domenico Castaldo
e con il contributo di Marco Bosonetto e Francesca Netto
con Domenico Castaldo
supervisione al progetto Francesca Netto
scene e luci Lucio Diana
arrangiamento musicale Joseph Scicluna , Katia Capato.
Fondazione del Teatro Stabile di Torino
Laboratorio Permanente di Ricerca sull’Arte dell’Attore
Acti teatri Indipendenti
Zona Teatro San Pietro in Vincoli

Dell’utopia di Adriano Olivetti, del suo progetto di proporre la fabbrica come modello sociale rimane forte la testimonianza degli intellettuali che l’industriale volle con sé, per promuovere un nuovo sistema produttivo ma anche culturale. Tra questi c’era Ottiero Ottieri, che nel suo Donnarumma all’assalto mette in campo i temi del lavoro in fabbrica, tra vessazione della catena di montaggio e creatività industriale, ambizioni e sottomissione. Italia del Sud, fine anni Cinquanta. Un’azienda del Nord decide di aprire un nuovo stabilimento e per selezionare il personale si affida a un capo ufficio assunzioni, impegnato a vagliare, attraverso i nuovissimi metodi americani della psicotecnica, le capacità dei candidati. E mentre le pagine del diario del selezionatore raccontano l’arretratezza del meridione, la disperante disoccupazione, il baratro culturale che lo divide dal resto d’Italia, ai colloqui si presenta Donnarumma, epigono del sottoproletariato che rifiuta di sottostare ai metodi selettivi, pretende il lavoro non per le sue capacità, ma per il fatto stesso di esistere, di essere vivo. E metterà così in profonda difficoltà il dirigente, incapace di gestire la contraddizione tra la felice visione dell’industriale di Ivrea e un Sud brutto, sporco e incattivito.

DONNARUMMA ALL’ASSALTO

of Ottieri Ottieri
the rewriting of Domenico Castaldo
and with the help of Marco Bosonetto and Francesca Netto
with Domenico Castaldo
supervising project Francesca Netto
sets and lights Diana Lucio
music editing Joseph Scicluna, Katia Capato.
Fondazione del Teatro Stabile di Torino
Laboratorio Permanente di Ricerca sull’Arte dell’Attore
Acti teatri Indipendenti
Zona Teatro San Pietro in Vincoli

Utopia by Adriano Olivetti, his plan to bring the factory as a social model remains strong testimony of the intellectuals that the industry decided to use him to promote a new production system but also cultural. Among them was Ottieri Ottieri, who in his assault Donnarumma puts forward the themes of work in the factory, including harassment of the assembly and industrial creativity, ambition and submission. Italy’s South, the late fifties. A company of the North decided to open a new plant and to select the staff relies on a head office recruitment, undertook to sift through the latest American methods of psychology, the ability of candidates. And while the pages of the diary tell the recruiter the backwardness of the south, the desperate unemployment, the cultural chasm that separates it from the rest of Italy, the talks shows Donnarumma, a follower of the underclass who refuses to submit to the selective methods, the claims work not for his skills, but the very fact of existing, of being alive. And so will the leader in deep trouble, unable to handle the contradiction between the happy vision of the industrial South of Ivrea and a nasty, dirty Torque tube loose.

Info:
ACTI TEATRI INDIPENDENTI
TEL 0115217099
facebook.com/labperm

Laboratorio Permanente di Ricerca sull'Arte dell'Attore di Domenico Castaldo