King J. Lear

King J. LearRegia: DOMENICO CASTALDO
drammaturgia: Marco GOBETTI, Domenico CASTALDO
Assistente alla REGIA: Marta Laneri

CON
Peter Busuttil, Katia Capato, Giulietta de Bernardi, Alessandra Dell’Atti, Ruggero Dondi, Marco Gobetti, Francesca Netto, Joseph Scicluna.
E con Francesco Roma, Angelo Scremin

LUCI: Matteo Lainati
SCENE ed OGGETTI: Lab.Perm
Progetto e realizzazione VIDEO: Francesca Bono e Fabio Ferrero
ORGANIZZAZIONE: LabPerm
PROMOZIONE: Iva Cukic
ABITI di “King J. Lear” dell’ ATELIER OMBRADIFOGLIA –Torino- collezione prim/estate ’09.

Una produzione LABPERM/AC.T.I. e SCARLATTINE TEATRO
Con il sostegno del Sistema Teatro Torino

Ed il contributo di:
Regione Piemonte, Regione Lombardia, Provincia di Lecco, Comune di Torino, Comune di Moncalieri, Etre – Fondazione Cariplo, Festival Teatro a Corte/Fondazione T.P.E., ScarlattineTeatro/Residenza Monte di Brianza, Compagnia Marco Gobetti e A.C.T.I (teatri indipendenti)

In collaborazione con BIENNALE DEMOCRAZIA ‘09
Sponsored by AirMalta

Tutto inizia con il sorprendente atto d’amore, rivoluzionario, del più grande tra gli imprenditori del mondo: Joseph Lear, detto King. Il suo atto è una piccola scintilla in principio, il casuale calcio a una pietruzza dall’alto di un monte, che avvia la frana e travolge tutti i personaggi della vicenda, compreso se medesimo.

   “King” J. Lear, durante un TVSHOW  della sua rete privata (K.J.L.TV), in diretta e a sorpresa, si dimette dalla presidenza del suo “regno” – l’ impero economico della Bretagna s.r.l. – a favore delle sue tra figlie e di chi le mariterà: ad ognuna di loro andrà tanta ricchezza e potere quanto più saprà lusingarlo con parole d’amore. Chiede inoltre, da pensionato, di poter dimorare con la sua scorta per un mese, a turno, da ognuna. Avrebbe potuto ancora conservare lo scettro ed attendere  che fosse la morte a mettere in moto il rito della successione, a cambiare la guida del regno e il corso delle vicende, come era stato con il suo predecessore. Lui invece avvia il cambiamento.

Il suo atto azzardato in principio non cambia nulla e chi lo succede continua a regnare con l’inganno e la guerra, non con giudizio, giustizia e nella pace, come “King” J. Lear, forse inconsapevolmente, con il suo gesto, auspicava. Il nuovo corso degli eventi condurrà alla fine della famiglia Lear, discendente di un potere autoritario e dispotico, per insediare una nuova guida: un iniziato, il giovane Edgar.

Edgar, figlio di Gloucester (braccio destro e direttore generale della Bretagna s.r.l.) viene anche lui travolto dai catastrofici eventi; sprovveduto e scapestrato giovine, è costretto all’esilio dalle trame ordite dal fratellastro Edmund (direttore di K.J.L.TV e promoter della Bretagna s.r.l.). Il futuro re percorre un cammino di dolorosa conoscenza e compassione, che lo rende infine cosciente e giusto e gli permette di vincere con candore ed astuzia il fratellastro Edmund, agguerrito e assetato di potere.

King J. Lear segue la trama del testo shakespeariano, trasferendo tutti i riferimenti dall’antico dramma al tempo attuale. “King” J. Lear non spartisce terreni, bensì ambiti di controllo finanziario. Il potere dell’informazione, della guerra, della persuasione tendenziosa di Edmund e delle figlie di Lear saranno il motore della vicenda, che prende vita e si sviluppa nella cornice di un set televisivo: per tre volte “in onda”, in tre diversi programmi TV, e durante due “intermezzi”, quando i riflettori si spengono e il mondo dei sommersi prende dal buio forma. Gli “intermezzi” mostrano, senza filtri, il mondo dei reietti, della fede e dell’amore tra le persone, del matto e del povero Tom (Edgar travestito).

 

È ancora possibile credere a quello che vediamo e tocchiamo? O la Verità è tutta nel mondo virtuale?

Le guerre, le morti e le tragedie riescono ancora a commuoverci, a unirci, a farci umani o sono solo immagini? Al nostro arbitrio crederci!

La cruenta lotta tra le generazioni, i legami tra famiglia e controllo sono i temi attorno al quale il King J. Lear si sviluppa, per giungere infine, come in Shakespeare, al catartico atto tragico, che lascia intravedere, nell’alba di Edgar, iniziato alla vita attraverso il mondo della fede e dell’amore, la speranza e la via ad un potere insito all’uomo, avulso dal sopruso e dalla violenza.

 

 

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Laboratorio Permanente di Ricerca sull'Arte dell'Attore di Domenico Castaldo

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