Beato fra le donne racconto la guerra

Franca Cassine, La Stampa, 19 marzo 2013

Per non dimenticare uno degli episodi più tristi scritti nelle pagine della storia recente arriva «Piccola guerra perfetta», il nuovo spettacolo di Domenico Castaldo che debutta oggi alle 19,30 in prima assoluta alla Manica Corta della Cavallerizza Reale. Inserito nella stagione del Tst che lo ha realizzato con Biennale Democrazia, replicherà fino al 14 aprile (martedì e giovedì ore 19,30; mercoledì, venerdì e sabato ore 20,45; domenica ore 15,30).

«Il lavoro – spiega l’attore e regista torinese – è tratto dall’omonimo libro di Elvira Dones dove si raccontano gli 80 giorni che, dal 24 marzo al 12 giugno del 1999, videro mettere a ferro e fuoco il Kosovo da parte della Nato in seguito alla pulizia etnica scatenata da Slobodan Miloševic, facendo registrare un alto numero di vittime, in gran parte civili, sia serbe, sia albanesi».

Perché ha scelto questo testo?
«Lo stimolo mi è arrivato dallo Stabile e da Biennale Democrazia. Subito mi sono un po’ irrigidito perché il libro tocca temi distanti dalla mia poetica. Ma dopo esserci entrato dentro, si è rivelato una potente spinta. La sfida è stata unire una narrazione di stampo civile con il desiderio di lasciare agli spettatori una carica vitale».

Che messa in scena ha creato?
«Ho agito su due fronti. Il primo è stato quello di far attraversare al gruppo di attori del LabPerm questo viaggio emotivo e renderlo evidente, in secondo luogo costruirlo drammaturgicamente. Con l’apporto del nostro lavoro incentrato sul canto e sulla ritmica, ho ricostruito la vicenda con la struttura della tragedia classica, senza irrigidirsi nei suoi canoni, ma servendomi di ciò che era utile: dal prologo all’esodo, dai cori ai messaggeri».

Perché questo schema?
«L’idea è stata quella di utilizzare il linguaggio classico per accompagnare i presenti in un percorso che attraversa l’inferno della guerra per uscirne migliori. Con lo scopo di evitare che possa succedere ancora».

Quanti siete in scena?
«Io, Katia Capato, Ginevra Giachetti, Marta Laneri, Eleni Maragkaki e Francesca Netto».

Unico uomo tra cinque donne.
«“Piccola guerra perfetta” è un dramma al femminile. Le protagoniste sono Rea, Nita e Hana, tre donne assediate a Pristina. Loro vivono sulla pelle gli orrori del conflitto e provano a ribellarsi alla violenza che spazza via ogni cosa. Io ho due funzioni : guidare il gruppo e dare i tempi. Sono anche una sorta di corifeo che si trasforma nei vari personaggi maschili».

Cosa le piacerebbe che gli spettatori portassero a casa dello spettacolo?
«Lo diciamo in maniera chiara: prima di ritenere che la violenza sia la possibile risoluzione di qualsiasi conflitto è necessario rifletterci bene, perché spesso si tratta di un pensiero indotto».

Laboratorio Permanente di Ricerca sull'Arte dell'Attore di Domenico Castaldo

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