Una pedana, due poltrone foderate di velluto rosso…

Una pedana, due poltrone foderate di velluto rosso, un tavolino da tè. Dal soffitto della Cavallerizza pendono pesanti lampadari a candelabro. In abito rosso e conciatura anni Trenta, Katia Capato veste i panni di Katarijna Ludmilla II, la Regina Meteora , come è stata soprannominata da quando, dopo essersi buttata da una torre, fu ritrovata incolume. La regina folle, come una corte di inquisitori, medici e dignitari pretende che si dichiari abdicando ai suoi poteri.
Come già in Apocalisse, Domenico Castaldo sceglie la forma del processo per raccontare la metamorfosi di un’anima, il suo transitare repentino da ragione a follia, il labile confine tra visione e realtà e la mistica del suo attraversamento. Questa volta tutto declinato al femminile, in un intarsio dei versi laceranti di Alda Merini, degli Atti del processo a Giovanna d’Arco e, ancora, dai Canti dell’Apocalisse.
Spogliatasi dell’ampia tesa del suo cappello da passeggio la Regina Ldmilla è di fronte ai giudici, a difendere la sua presunta investitura divina. La storia che racconta ha il sapore di un cruento medioevo, ma le immagini evocate contraddicono lo spazio della rappresentazione, un elegante salotto borghese: le alte torri prigioni e gli eserciti pronti ad imbracciare le armi per la “chiamata di Dio”, le teste spiccate dal collo dei dignitari e il suono di armature e ferraglia mal si accordano con il servizio di fine porcellana da cui l’altera sovrana sorseggia il suo tè. I piani del delirio si moltiplicano e si confondono: novella Giovanna d’Arco, Ludmilla vaneggia in una pirandelliana “stanza della tortura”, prigione atemporale, rossa e metafisica come in un film di David Lynch, proiezione di una mente sconvolta o forse inquietante al di là in cui la Regina Meteora è precipitata dopo il suo folle volo…
Lucida e demente, regale e infantile, vulnerabile e spietata, Katia Capato è perfetta. Ogni suo gesto, ogni accento cade con la precisione di un meccanismo svizzero e insieme con la naturalezza di un atto necessario. Riesce nel miracolo di rendere vera la verità del personaggio: e noi che le stiamo di fronte-dalla parte dei giudici e degli inquisitori- non dubitiamo neanche un istante che Katarijna Ludmilla II, la Regina Meteora , sia stata salvata da un angelo e abbia una missione da compiere per conto di Dio.

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Laboratorio Permanente di Ricerca sull'Arte dell'Attore di Domenico Castaldo

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