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Uroboro |21 Gennaio 2018, Luci della Rivolta, San Pietro in Vincoli Zona Teatro, Torino

lucidellarivolta
Il LabPerm di Castaldo
presenta

LUCI DELLA RIVOLTA
Festival Teatrale per Ribaltare le Abitudini
DAL 18 GENNAIO AL 21 APRILE 2018

SAN PIETRO IN VINCOLI ZONA TEATRO
Via San Pietro in Vincoli 28, Torino

Naturale prosecuzione del Fucina Festival dell’autunno 2016, Luci della Rivolta riunisce autoproduzioni teatrali di artisti mossi dalla propria urgenza creativa e per introdurre nei mondi da loro creati un pubblico assetato di bellezza e armonia.
Un festival per essere parte di un moto di pacifica rivolta, ovvero di appassionato sovvertimento delle abitudini: un lume che emerge vitale per far nascere una comunità e sentirsi appartenenti ad essa!


SECONDO APPUNTAMENTO
21 GENNAIO 2018
Ore 21
UROBORO
-“Il Kung Fu è di tutti. Ma non è per tutti.”-copertina_fburoboro_4

presso SAN PIETRO IN VINCOLI ZONA TEATRO, via San Pietro in Vincoli 28, Torino
Biglietti: €10

Per info e prenotazioni:
scrivere a prenotazioni@labperm.it
oppure telefonare al +39 338 1728883

Produzione Anomalia Teatro
Di e con
Simona Ceccobelli e Sebastian O’Hea Suarez

Buio. Il suono di una campana tibetana. L’inizio di Uroboro si perde nel tempo di tutte le grandi storie, quel momento perfetto e impeccabile del tanto e tanto tempo fa, dove i maestri e i silenzi regnavano indisturbati. Da allora, il silenzio si è incrinato in un gran vociare di parole e di clacson, e nel tempio è arrivato l’allievo, rompendo vasi e tranquillità. Uroboro è uno spettacolo che corre tra la poesia e la clownerie, tra colpi di pancia e colpi di testa, che abbraccia risate e commozione. È la nostra difficoltà nell’accettare l’insegnamento, il maestro e la sua serenità; la frenesia nel continuare a correre inseguendo una verità che abbiamo davanti piuttosto che allungare semplicemente la mano. Ma è anche la nostra testardaggine e il nostro coraggio, il prezioso momento in cui riusciamo finalmente a fermarci e guardare lontano, scoprendo di essere capaci di accogliere, ma anche di lasciar andare quando sentiamo arrivato il momento. Uroboro è il simbolo dell’infinito, il saggio serpente che si morde la coda. È lo stesso silenzio di quando avevamo iniziato, la stessa campana, a ricordarci che le storie non finiscono dove finisce la pagina.

ANOMALIA TEATRO
Anomalia Teatro nasce nel settembre 2016 con l’obiettivo di produrre e distribuire la propria arte in modo indipendente. Nel suo primo anno di attività ha portato in scena tre spettacoli, una rassegna di musica classica, attività formative e collaborazioni con enti ed associazioni torinesi. È un gruppo di giovani artisti che ama il teatro in ogni suo aspetto, dal monologo centrale di Amleto allo scotch dietro le cartoline, ed è proprio questa passione a portarli alla cura per ogni dettaglio e alla creazione di un’esperienza che abbia inizio con il nome sulla locandina e finisca con gli applausi del pubblico.

www.anomaliateatro.it

 

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Donnarumma | 18 – 19 Gennaio 2018, Luci della Rivolta, San Pietro in Vincoli Zona Teatro, Torino

lucidellarivolta
Il LabPerm di Castaldo
presenta

LUCI DELLA RIVOLTA
Festival Teatrale per Ribaltare le Abitudini
DAL 18 GENNAIO AL 21 APRILE 2018

SAN PIETRO IN VINCOLI ZONA TEATRO
Via San Pietro in Vincoli 28, Torino

Naturale prosecuzione del Fucina Festival dell’autunno 2016, Luci della Rivolta riunisce autoproduzioni teatrali di artisti mossi dalla propria urgenza creativa e per introdurre nei mondi da loro creati un pubblico assetato di bellezza e armonia.
Un festival per essere parte di un moto di pacifica rivolta, ovvero di appassionato sovvertimento delle abitudini: un lume che emerge vitale per far nascere una comunità e sentirsi appartenenti ad essa!


PRIMO APPUNTAMENTO
18 e 19 GENNAIO 2018
Ore 21
DONNARUMMA
-Una dozzina di personaggi in un attore solo-287059

presso SAN PIETRO IN VINCOLI ZONA TEATRO, via San Pietro in Vincoli 28, Torino
Biglietti: €10

Per info e prenotazioni:
scrivere a prenotazioni@labperm.it
oppure telefonare al +39 338 1728883

Tratto dal romanzo di Ottiero Ottieri Donnarumma all’assalto
Di e con Domenico Castaldo
Riscrittura di Domenico Castaldo in collaborazione con Francesca Netto
Suoni e musiche Joseph Scicluna e Katia Capato
Supervisione al progetto Francesca Netto
Produzione Teatro Stabile di Torino e Laboratorio Permanente di Ricerca sull’Arte dell’Attore

Note alla drammaturgia
“L’uomo meridionale non è diverso dagli altri, ma è un uomo deformato. Le avventure della sua vita, la storia, lo peggiorano e lo esaltano fuori dalle leggi comuni.” Ecco l’intuizione di Ottiero Ottieri, selezionatore del personale presso lo stabilimento Olivetti di Pozzuoli (Napoli), riportata nel diario compilato tra il 1955 e il 1957. In quanto uomo meridionale mi sono chiesto quali potessero essere le forme della deformità del popolo da cui traggo origine, quelle forme che hanno toccato e spaventato lo scrittore. Ho indagato, oltre a questo testo, tutta la cultura napoletana dell’epoca e tutta quella della mia infanzia vissuta al Sud per trovare possibili risposte. Sono giunto alla conclusione che certamente il popolo napoletano ha una forma mentis particolare, probabilmente unica al mondo, come si evince dalla sua ricca espressione culturale; e mi sono poi soffermato sul vero dramma di Donnarumma, personaggio principale di questa storia, che nasce soprattutto dall’assurdo fiorire, su un territorio contadino mai progredito, di uno stabilimento industriale raro, come i pochi altri presenti sul territorio, ed unico per i suoi principi. Dunque febbrilmente anelato: 400 posti circa per 40.000 domande di assunzione!
Domenico Castaldo

Note allo spettacolo
Lo spettacolo si articola su un sottile, ma tenace, equilibrio tra attore, scena e testo. Si potrebbe definire un monologo, poiché l’attore è uno, ma i personaggi interpretati sono in realtà moltissimi e la vividezza, la presenza scenica e l’umanità di ognuno popolano la performance facendo sì che l’attore non sia più solo. La grande maestria di Castaldo, gli consente di trasformarsi in altro/altri con un solo contrarre o sciogliersi di muscoli. Non ha bisogno d’altro. Questa stessa peculiarità gli permette di addentrarsi nell’animo di ogni personaggio, Ottiero Ottieri per primo, e allo stesso tempo di non trascurare lo spettatore, che con stupore crescente lo segue, fino alla fine.
Francesca Netto