Testimoni

[expand title=”Alban Stermasi su Piccola Guerra Perfetta – 16 marzo 2013” rel=”piece-highlander”]

La prima volta che seppi dello spettacolo fui molto contento perché trattava un argomento a me molto vicino, il mio popolo. Non posso nascondere che inizialmente ero anche un po’ scettico riguardo al risultato finale, su come sarebbe venuto recitato in italiano da attori che, pur avendo letto il libro, forse non avrebbero espresso appieno quello che il libro raccontava, e ancora su come avrebbero cantato le canzoni in lingua originale, come avrebbero pronunciato i difficili nomi albanesi, espresso gli sguardi, eseguito i movimenti,etc. Invece di recente ho avuto la fortuna e il privilegio di assistere alle prove generali e ho visto una performance intensa, curata nei minimi dettagli. Si capisce che dietro c’è tanto duro lavoro fatto di ricerche, approfondimenti, voglia continua di migliorare, ma sopratutto di passione. La paura, la sofferenza, ma anche la gioia e la speranza non sono solo recitate ma sentite fino al midollo da ciascuno degli attori. Si possono sentire nei monologhi dalla voce tremula di Francesca, negli sguardi di Catia e Domenico, nei movimenti di Marta e nelle canzoni dal suono angelico di Eleni e Ginevra. Nonostante i miei sforzi, in alcuni momenti non sono riuscito a trattenere le lacrime. Personalmente mi auguro che più gente possibile riesca ad assistere a tanta bellezza espressa in poco più di un’ora e un quarto.

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[expand title=”Francesca G. dopo lo scambio fatto con il gruppo di percussioni Mozomba al Musical Academy di PerugiaGiugno 2012” rel=”piece-highlander”]

Ciao Domenico
“ORA DICO CIO CHE VOGLIO”
la frase ha un ambiguità semantica:
1- ora ti dico cio che mi passa per la testa, quello che mi pare, anche cose senza senso.
2- ora ti dico quello che io voglio veramente, quello che sono, quello che sento, quello che penso.

La frase mi ha colpito perchè io l’ho intesa nella seconda maniera; ha a che fare con me e il mio atteggiamento verso l’esterno… essere sempre controllata e non essere abituata a dire cio che voglio veramente… Per questo mi sono venuti i brividi
Ma credo di non essere stata l’unica a far tesoro di quello che è capitato ieri sera alla Map…

Ho sentito il bisogno di comunicarti che per me è stata un’esperienza piacevole e forte, volevo ringraziare te e i tuoi compagni per la generosità della condivisione di questo momento. E’ vero quello che hai detto tu sullo scambio di energie e di pensieri, è avvenuto con una modalità tanto vigorosa per quanto sia stato tutto così naturale, sia per noi che eravamo li per la prima volta sia per voi che magari fate questo da tempo.
Dovrebbe essere sempre così per ognuno di noi ad ogni incontro e interazione con l’altro, dovrebbe sempre essere un opportunità di crescita.

Per questo sento l’esigenza di ringraziare per questa bella esperienza vissuta insieme, per le emozioni e le energie che mi avete trasmesso in quell’ora di movimento, ma anche dopo parlando.

Oltre che per la bravura tua e dei tuoi compagni di compagnia (e non ve lo devo dire io che siete parecchio bravi!!!!!!) mi avete colpito per il modo di porvi aperto e sereno. Mi ha colpito anche vedere sempre i vostri volti sorridenti (ho pensato che sembra che abbiate tutti un gran equilibrio interiore e la grande fortuna di fare un lavoro che amate e che vi da tanto) in un mondo in cui si sorride sempre poco…

E’ stato davvero bello conoscervi, un saluto a tutti

 

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[expand title=”Giulia R. dopo The GardenNovembre 2011” rel=”piece-highlander”]

The Garden è uno spazio, un incontro, un respiro.

The Garden è uno spazio mutevole, creato e modellato in ogni momento dai corpi, dalle voci, dalle energie che giocano insieme.
The Garden è uno spazio che per essere scoperto non deve essere “pensato”, non può essere “detto”, ma va “provato”, esplorato.
Solo mantenendo questo tipo di apertura si apriranno anche le porte che lasciano intravedere questo giardino delle possibilità. Qui può crescere di tutto, dipende da come viene coltivato. Non sai cosa può spuntare finché non scavi un po’ nella terra o non annaffi la piantina con il tuo sudore e il tuo sentire.

Però non sei solo.

The Garden è un incontro vero, possibile solo se si ha fiducia nell’altro, se c’è disponibilità alla condivisione.
Senza la mediazione del pensiero, nell’incontro di persone, corpi, energie, emozioni non sai cosa puoi trovare, ma proprio per questo può capitare che a un certo punto scopri qualcosa che ti muove. Ti commuove.
Puoi trovare un ricordo in uno sguardo, una soluzione in un canto, puoi trovare te stessa nel sorriso o nel pianto di qualcun altro. Ed è un incontro intenso e profondo.

E liberatorio.

The Garden è un respiro. Sempre uguale nella struttura, sempre diverso nella sostanza. L’aria che entra non è mai la stessa, e ne esce comunque trasformata. Così si rinnovano le energie.
Quando si è aperti e disponibili, si riesce a respirare insieme. E respirare insieme è anche un po’ provare compassione. Com-passione. Sento insieme a te. E se ti trovi in difficoltà, posso darti una mano. Sostenerti. Cambiare la situazione.
Ho percepito questa grande energia trasformativa, questo impulso vitale, proprio nei momenti di maggior fatica, grazie alle persone che ho incontrato in questo spazio. E che hanno respirato insieme a me.

Voglio ringraziare tutto il gruppo che si è formato in questo percorso e singolarmente Domenico, Francesca, Marta, Juan Pablo, Rui, Ginevra, Marta, Desy, Sara, Inge, Mara. E poi Alessandro ed Eleni. Grazie per aver reso possibile tutto questo. Spero ci siano altre occasioni per incontrarci di nuovo in uno spazio in cui respirare insieme.

Ho sofferto un po’ del fatto che 10 giorni siano passati così in fretta, avrei voluto non finissero mai. Però, anche all’interno dei singoli giorni, ce ne sono stati alcuni in cui avrei dedicato più spazio alle azioni (anche sforando dalle 5 ore – che sono state pochine), altri in cui avrei intensificato il lavoro di training, altri in cui non avrei smesso più di cantare. Forse che, essendo così mutevole, anche il tempo di The Garden richiede una ripartizione meno rigida?
Un altro piccolo appunto. Che peccato aver sfruttato la cripta solo gli ultimi tre giorni! Con uno spazio così riccamente articolato, forse si può pensare di utilizzare diversi luoghi di S. Pietro in Vincoli, anche per dare stimoli sempre nuovi alle azioni.

 

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[expand title=”Sara S. dopo The Garden – Novembre 2011” rel=”piece-highlander”]

I panni bagnati… sgocciolano dallo stendino solido… è riposo  e pulito il loro abbandonarsi…è accomodarsi dopo un giorno di lavoro…profumi di bucato… chiede Elisa scrutando il maglione marrone e mi guarda come se vedesse qualcosa di nuovo fare capolino nel mio saluto.

Perché sono più contenta? Forse perché è stato facile? No non è stato facile.
Quando uno si spende per te e ti offre qualcosa di sé succede il contagio.
Sono stata contagiata e vi ringrazio.
Mi sono persa nel giardino mentre i fiori si muovevano e ho chiesto aiuto al primo sguardo che ho incontrato, non l’avrei mai scelto, non l’avrei mai chiesto ma io l’ho incontrato e quel fiore ha detto sì. E mi ha stupito e mi ha impressionato vedere che il bisogno è più forte di quello che sceglierei io. È più sorprendente. e da che il fiore inaspettato mi ha detto sì mi sono fidata di tutti gli altri fiori. E ho fatto bene.
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